Costruzioni, prezzi degli edifici +3,2% in un anno

A settembre 2026 i prezzi alla produzione delle costruzioni per gli edifici residenziali e non residenziali sono rimasti quasi fermi rispetto ad agosto (-0,1%), ma restano più alti del 3,2% rispetto a un anno prima. Lo ha comunicato l'Istat il 28 ottobre, nella nota mensile sui prezzi alla produzione dell'industria e delle costruzioni, che segnala anche una forte spinta dell'energia sui listini industriali.
Edifici e strade: i numeri di settembre
Per i fabbricati la crescita annua rallenta di poco: ad agosto era al 3,3%. Nel terzo trimestre 2026 l'indice degli edifici è salito dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti. È un indicatore utile per seguire l'andamento dei costi di costruzione.
Corrono di più strade e ferrovie: +0,6% su agosto e +6,6% su base annua, in accelerazione dal 6,0% del mese precedente, con un aumento dell'1,5% nel trimestre. Secondo l'Istat la crescita mensile riflette soprattutto il rincaro di alcuni materiali e dei carburanti.
L'energia trascina i prezzi industriali
Molto più marcato l'aumento nell'industria. A settembre i prezzi alla produzione sono cresciuti del 2,9% in un mese e del 13,8% in un anno, contro il 10,9% di agosto. Sul mercato interno l'aumento annuo arriva al 17,4%.
A pesare è la componente energetica: per la fornitura di energia elettrica e gas l'aumento su base annua è del 35,9%, dal 26,3% di agosto. Al netto dell'energia, i prezzi industriali sul mercato interno salgono invece del 3,5% in un anno, una crescita molto più contenuta. L'Istat attribuisce l'accelerazione proprio ai forti rialzi dei prodotti energetici.
Per famiglie e imprese edili il quadro è quindi diviso: i costi di costruzione degli edifici crescono a un ritmo moderato, mentre l'energia resta la voce che corre di più.
Fonti Istat, Teleborsa, MarketScreener



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