Case Green, la filiera del cappotto chiede di recepire la direttiva

La filiera dell'isolamento termico chiede al Parlamento di inserire il recepimento della direttiva Case Green nella legge di delegazione europea 2026. Lo ha fatto Cortexa, l'associazione dei produttori di sistemi a cappotto, in un'audizione del 20 ottobre davanti alla Commissione Politiche dell'Unione europea del Senato.
Le richieste della filiera
A parlare è stato il presidente di Cortexa, Filippo Colonna, a nome di 16 organizzazioni della filiera dell'isolamento e della riqualificazione energetica. La prima richiesta riguarda la direttiva (UE) 2024/1275, nota come EPBD IV o Case Green: secondo l'associazione, il suo recepimento va inserito nel disegno di legge di delegazione europea 2026, oggi all'esame del Senato.
Cortexa chiede inoltre di pubblicare entro il 31 dicembre 2026 il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, di introdurre incentivi pluriennali legati alle prestazioni energetiche raggiunte e di prevedere strumenti specifici per le famiglie vulnerabili e per gli incapienti.
I numeri citati
Nell'audizione l'associazione ha ricordato che il 9,1% delle famiglie italiane, circa 2,4 milioni, si trova in condizione di povertà energetica. Secondo le stime di Cortexa, l'isolamento dell'involucro può ridurre i consumi di energia fino al 45% e le emissioni di CO2 fino al 50%. Il mercato del settore, sempre secondo l'associazione, ha perso il 55% dei volumi negli ultimi tre anni a causa dell'incertezza normativa.
L'Italia in ritardo
Il termine generale per recepire la direttiva Case Green era il 29 maggio 2026 ed è già scaduto. A inizio ottobre, inoltre, la Commissione europea ha inviato all'Italia un parere motivato per la mancata presentazione della bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici: il nostro Paese ha due mesi per rispondere, dopo di che la Commissione può deferire il caso alla Corte di giustizia dell'Unione europea.
Fonti Edilportale, YouBuild, QualEnergia



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