Caldaia a condensazione: come funziona e quanto costa
Caldaia a condensazione: come funziona, quanto costa installarla, quale potenza scegliere e perché dal 2025 non rientra più nei bonus.

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La caldaia a condensazione brucia metano come una caldaia tradizionale, ma recupera una parte del calore che altrimenti uscirebbe dal camino. Con l'arrivo dell'autunno e i termosifoni di nuovo accesi, conviene capire come funziona, quando rende davvero, quanto costa sostituirla e cosa è cambiato per i bonus fiscali.
Come funziona una caldaia a condensazione
In ogni caldaia a gas la combustione produce fumi caldi che contengono vapore acqueo. In un apparecchio tradizionale questi fumi escono ancora molto caldi e il calore del vapore va perso. La caldaia a condensazione, invece, fa passare i fumi in uno scambiatore che preriscalda l'acqua di ritorno dell'impianto.
Quando i fumi si raffreddano sotto il punto di rugiada, che secondo le indicazioni di Altroconsumo sull'installazione si trova intorno ai 55 °C, il vapore torna liquido e cede il suo calore latente all'acqua. Il risultato è che, a parità di calore fornito ai termosifoni, si consuma meno gas.
Da quando le caldaie tradizionali a camera stagna sono uscite dal mercato, nel 2015, nelle nuove installazioni si montano in pratica solo caldaie a condensazione. Restano in commercio, in deroga, alcuni modelli a camera aperta, installabili solo in sostituzione e con una dichiarazione del tecnico.
Temperatura di mandata: il segreto del rendimento
La condensazione avviene solo se l'acqua che torna in caldaia è abbastanza fredda da raffreddare i fumi. Per questo il rendimento dipende moltissimo dalla temperatura di mandata, cioè quella dell'acqua che parte verso i termosifoni o il pavimento radiante.
Nella sua pagina dedicata al riscaldamento domestico, l'ENEA spiega che i rendimenti massimi, del 106-107%, si ottengono negli impianti a pannelli radianti, dove l'acqua viaggia intorno ai 40 °C in mandata e ai 30 °C in ritorno. Nei vecchi impianti a radiatori, invece, l'acqua parte spesso tra 70 e 80 °C e torna a 60-70 °C: in queste condizioni la condensazione si riduce o non avviene.
| Tipo di impianto | Mandata | Ritorno | Condensazione |
|---|---|---|---|
| Pavimento radiante | circa 40 °C | circa 30 °C | piena, rendimenti massimi |
| Radiatori regolati a bassa temperatura | 30-50 °C | sotto i 55 °C | buona |
| Radiatori tradizionali ad alta temperatura | 70-80 °C | 60-70 °C | ridotta o assente |
Fonte: ENEA, pagina Riscaldamento; Altroconsumo, guida all'installazione della caldaia a condensazione (2025).
La buona notizia è che la caldaia a condensazione funziona bene anche con i normali termosifoni, purché l'impianto non lavori a temperature troppo alte. Anche il funzionamento a potenza ridotta aiuta: a regime parziale la caldaia può essere fino al 10-15% più efficiente che alla massima potenza.
Quale potenza scegliere
La potenza va scelta in base alla casa e all'uso. Le potenze dei modelli domestici vanno in genere dai 18 ai 35 kW. Secondo la guida di Altroconsumo alla scelta della caldaia, questi sono i valori di partenza più comuni:
- appartamento fino a 150 m², riscaldamento e acqua calda: circa 24 kW;
- appartamento, solo riscaldamento: circa 16-22 kW;
- produzione di acqua calda sanitaria: in genere circa 4 kW in più;
- villetta o appartamento grande e poco isolato: intorno ai 25 kW per il riscaldamento, circa 30 kW con l'acqua calda.
Sono indicazioni di massima: il dimensionamento corretto va verificato da un termotecnico. Per l'acqua calda, una caldaia a produzione istantanea basta in genere per un buon comfort, mentre i serbatoi da decine di litri sono utili solo con consumi molto alti, perché tenerli caldi costa energia. Quanto alla classe energetica, la classe A è la più diffusa: classi superiori come A++ si raggiungono solo abbinando la caldaia ad altri sistemi, ad esempio solare termico o pompa di calore.
Quanto costa installare una caldaia a condensazione
I prezzi variano molto in base al modello, alla potenza e allo stato dell'impianto. Le cifre indicative raccolte da Altroconsumo nel 2025 sono queste:
- caldaia: da circa 800 a 1.500 euro;
- installazione: in genere tra 400 e 800 euro;
- totale per un modello standard: circa 1.600-2.200 euro;
- con adeguamento dello scarico fumi: anche oltre 2.500 euro.
Il costo sale soprattutto quando va adeguata la canna fumaria. La norma UNI 7129 prevede in generale lo scarico dei fumi a tetto, mentre lo scarico a parete è di regola vietato, salvo deroghe come la canna collettiva o alcuni casi di balconi privati. Anche il regolamento di condominio può porre limiti, quindi è bene informarsi prima di firmare il preventivo.
Caldaia a condensazione e bonus: cosa è cambiato dal 2025
Fino al 2024 la sostituzione della vecchia caldaia con una a condensazione poteva rientrare nei bonus edilizi. Dal 1° gennaio 2025 non è più così. La Legge di Bilancio 2025 ha recepito l'articolo 17 della direttiva europea Case Green (UE 2024/1275) e, come spiega la circolare 8/E dell'Agenzia delle Entrate, le caldaie a condensazione alimentate a combustibili fossili non sono più detraibili per le spese dal 2025 al 2027, né in sostituzione né come nuova installazione.
Restano invece ammessi alcuni sistemi: gli ibridi, cioè una pompa di calore integrata con una caldaia a condensazione e assemblata in fabbrica, i microcogeneratori, i generatori a biomassa e le pompe di calore ad assorbimento a gas. Chi deve cambiare la caldaia e vuole un incentivo deve quindi valutare queste soluzioni con il proprio tecnico.
Manutenzione e durata
Una caldaia ben scelta e curata dura in media dai 15 ai 20 anni. La revisione e il controllo di efficienza sono obbligatori con la periodicità indicata nel libretto di istruzioni, mentre i controlli di sicurezza e dei fumi spettano a Comune o Provincia, che possono avere regole proprie su frequenza e modalità. Una manutenzione irregolare o una regolazione poco attenta riducono le prestazioni, ricorda l'ENEA, che indica la manutenzione regolare come primo intervento per risparmiare.
Tra gli interventi semplici ed economici l'ENEA cita anche le valvole termostatiche, che regolano il flusso dell'acqua in ogni stanza in base alla temperatura raggiunta. Insieme a una mandata più bassa, aiutano la caldaia a lavorare nelle condizioni in cui condensa davvero.
Domande frequenti
La caldaia a condensazione funziona con i termosifoni?
Sì. Rende al meglio con il pavimento radiante, ma funziona bene anche con i radiatori tradizionali se l'impianto è regolato per lavorare a temperature non troppo alte, idealmente con una mandata tra 30 e 50 °C.
Si può ancora detrarre l'acquisto di una caldaia a condensazione?
Per le caldaie a condensazione alimentate a combustibili fossili, dal 2025 non sono più previste detrazioni, nemmeno per le nuove installazioni. Restano agevolabili i sistemi ibridi assemblati in fabbrica, i microcogeneratori, i generatori a biomassa e le pompe di calore.
Quanto dura una caldaia a condensazione?
In media dai 15 ai 20 anni, se il modello è di qualità e la manutenzione periodica viene fatta con regolarità.
Ogni quanto va fatta la manutenzione?
Con la periodicità indicata nel libretto di istruzioni dell'apparecchio. Comuni e Province possono avere regole proprie per i controlli di sicurezza e dei fumi.



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