Stile Liberty: caratteristiche, origini ed edifici simbolo in Italia
Lo stile Liberty è il nome con cui in Italia si indica l'Art Nouveau, il grande movimento che tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento ha…

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Lo stile Liberty è il nome con cui in Italia si indica l'Art Nouveau, il grande movimento che tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento ha rinnovato architettura, arredamento e arti decorative in tutta Europa. Facciate ondulate, ferri battuti a forma di tralci, vetrate colorate e decori floreali: dietro questo linguaggio così riconoscibile c'è un'idea precisa di bellezza, che voleva entrare in ogni aspetto della vita quotidiana, dalla casa all'oggetto più piccolo.
Che cos'è lo stile Liberty e perché si chiama così
Il nome ha un'origine curiosa e molto concreta. Come ricorda la voce Liberty dell'Enciclopedia Treccani, deriva dai magazzini fondati a Londra nel 1875 da Arthur Lasenby Liberty, specializzati nella vendita di prodotti provenienti dall'Estremo Oriente. Tessuti e oggetti venduti da Liberty & Co. divennero così di moda che il nome del negozio finì per identificare un intero gusto.
Il termine si usa soprattutto in Italia, dove convive con un sinonimo altrettanto diffuso: stile floreale. Nella sostanza si tratta della versione italiana di un fenomeno internazionale che ogni Paese ha battezzato a modo suo.
- Art Nouveau in Francia e Belgio, dal negozio-galleria aperto a Parigi da Siegfried Bing nel 1895;
- Jugendstil in Germania, dalla rivista Jugend di Monaco;
- Sezessionstil in Austria, legato alla Secessione viennese;
- Modern Style in Gran Bretagna e Modernismo in Spagna.
Origini: un movimento europeo tra Ottocento e Novecento
Secondo la voce Art Nouveau della Treccani, il movimento si diffuse in Europa e negli Stati Uniti tra il 1890 e il 1910. Nacque come reazione all'eclettismo storico, cioè all'abitudine di copiare gli stili del passato, e al calo di qualità provocato dalla produzione industriale. Le sue radici culturali affondano nel pensiero di John Ruskin e William Morris, nel giapponismo e nel simbolismo.
La prima espressione architettonica compiuta del nuovo stile viene indicata nella casa progettata da Victor Horta in rue de Turin a Bruxelles, nel 1893, dove funzione, struttura, spazio e decorazione formano un'unità totale. Seguirono le riviste Pan (1895) e Jugend (1896), la Secessione viennese (1897), l'opera di Hector Guimard in Francia e quella, singolarissima, di Antoni Gaudí in Catalogna.
In Italia il momento più alto arriva con l'Esposizione internazionale di arte decorativa moderna di Torino del 1902, considerata l'apice dell'Art Nouveau nel nostro Paese. Il progetto degli edifici espositivi porta la firma di Raimondo D'Aronco, che lo realizzò con Annibale Rigotti.
Le caratteristiche dello stile Liberty
Riconoscere un edificio Liberty diventa facile quando si sa dove guardare. La Treccani parla di un linearismo elegante e decorativo, con motivi ornamentali di matrice geometrica e fitomorfica, cioè ispirati alle forme delle piante. Ecco gli elementi più tipici.
- Linee curve e sinuose: la linea a "colpo di frusta", che percorre facciate, ringhiere e cornici.
- Motivi vegetali: fiori, foglie, steli e tralci, spesso stilizzati, su intonaci, ceramiche e ferri.
- Ferro battuto: cancelli, balconi e pensiline lavorati come merletti; a Milano il nome di riferimento è Alessandro Mazzucotelli.
- Vetro e vetrate colorate: lucernari e finestre policrome, come quelle dell'officina milanese di Giovanni Beltrami.
- Ceramiche e decorazioni dipinte: piastrelle e fregi che colorano le facciate.
- Progetto unitario: l'architetto disegna l'edificio ma anche arredi, maniglie, lampade e carta da parati.
Quest'ultimo punto è forse il più importante: il Liberty abolisce la gerarchia tra arti "maggiori" e "minori" ed estende i valori estetici a ogni prodotto, dal gioiello al mobile. Per questo una villa Liberty va letta come un'opera completa, in cui la struttura e il dettaglio decorativo nascono insieme.
Gli edifici simbolo dello stile Liberty in Italia
Il Liberty italiano si concentra in alcune città che, tra fine Ottocento e inizio Novecento, vivevano una fase di forte crescita economica e borghese. L'itinerario "Gioielli liberty del Belpaese" proposto da Italia.it attraversa la penisola da Torino a Palermo, e permette di farsi un'idea della varietà di questo stile.
Torino è considerata una delle capitali del Liberty. Qui spicca la Casa Fenoglio-La Fleur, all'angolo tra corso Francia e via Principi d'Acaia, datata 1903 e considerata il capolavoro dell'ingegnere Pietro Fenoglio (1865-1927), tra gli organizzatori dell'Esposizione del 1902. Sulla riva destra del Po, vicino a borgo Crimea, si trova Villa Scott, realizzata da Fenoglio nel 1902 con G. Gussoni, negli stessi mesi dell'Esposizione.
Milano ha il suo manifesto in Palazzo Castiglioni, in corso Venezia, progettato da Giuseppe Sommaruga (1867-1917), uno dei maggiori esponenti dello stile floreale. Il palazzo è datato 1901–1903: Italia.it ne colloca il progetto nel 1901, la Treccani lo indica al 1903. Oggi l'edificio ospita Confcommercio.
Palermo è la città di Ernesto Basile (1857-1932), che progettò per Ignazio Florio junior il Villino Florio nel quartiere della Zisa e, tra le altre opere, i Villini Monroy (1903) e il Villino Basile (1904).
A Salsomaggiore Terme la facciata delle Terme Berzieri è opera del ceramista e pittore fiorentino Galileo Chini, mentre a Roma il Quartiere Coppedè, progettato dall'architetto fiorentino Gino Coppedè, è inserito negli itinerari dedicati al Liberty per i suoi edifici fantasiosi, come il Palazzo del Ragno e il Villino delle Fate affacciati su piazza Mincio con la Fontana delle Rane.
| Città | Edificio | Progettista | Anno | Cosa osservare |
|---|---|---|---|---|
| Torino | Casa Fenoglio-La Fleur | Pietro Fenoglio | 1903 | Bovindo d'angolo simile a una torre, pensilina in ferro, vetrata policroma |
| Torino | Villa Scott | Pietro Fenoglio con G. Gussoni | 1902 | Facciata ricca di "svolazzi" decorativi |
| Milano | Palazzo Castiglioni | Giuseppe Sommaruga | 1901–1903 | Decorazione vigorosa e materica, ferri battuti |
| Palermo | Villino Florio | Ernesto Basile | — | Fusione di elementi nordici, romanici e rinascimentali |
| Salsomaggiore Terme | Terme Berzieri | Facciata di Galileo Chini | — | Ceramiche, marmi policromi, stucchi |
| Roma | Quartiere Coppedè | Gino Coppedè | — | Arco monumentale, Fontana delle Rane, Villino delle Fate |
I protagonisti del Liberty italiano
Dietro questi edifici ci sono figure con percorsi molto diversi. Giuseppe Sommaruga, allievo di Camillo Boito a Brera, si allontanò presto dallo storicismo del maestro guardando ai viennesi Otto Wagner e Joseph Maria Olbrich. Raimondo D'Aronco (1857-1932), friulano, lavorò a lungo a Istanbul per il governo ottomano e conobbe la Secessione viennese prima di progettare l'Esposizione torinese; a Udine firmò il Palazzo comunale, realizzato tra il 1909 e il 1930.
Ernesto Basile, invece, alternò opere classiciste, come il nuovo Palazzo del Parlamento a Roma realizzato tra il 1904 e il 1914, a una produzione Liberty considerata la parte più ricca e originale della sua attività, che comprende anche arredi e progetti d'interni. Accanto agli architetti lavorarono artigiani e artisti come Mazzucotelli, Beltrami e Chini, senza i quali il Liberty non avrebbe avuto la sua inconfondibile qualità decorativa.
Come portare lo stile Liberty in casa oggi
Chi vive in un appartamento d'epoca, o semplicemente ama questo gusto, può ispirarsi al Liberty senza trasformare la casa in un museo. Qualche idea pratica:
- Valorizzare ciò che c'è: pavimenti in graniglia, porte con vetri decorati, ringhiere e soffitti dipinti vanno restaurati prima di essere sostituiti.
- Scegliere pochi pezzi forti: una lampada con paralume in vetro colorato, uno specchio con cornice sinuosa, una carta da parati a motivi vegetali su una sola parete.
- Puntare sui materiali: legno curvato, ottone, ferro lavorato e ceramica smaltata richiamano subito l'epoca.
- Bilanciare con il contemporaneo: pareti chiare e arredi semplici fanno risaltare meglio i dettagli d'epoca.
Se l'edificio è tutelato, ogni intervento su facciate, serramenti o decorazioni va concordato con un tecnico e, quando previsto, con la Soprintendenza competente.
Domande frequenti
Stile Liberty e Art Nouveau sono la stessa cosa?
Sì. Liberty è il nome usato soprattutto in Italia per indicare l'Art Nouveau, il movimento internazionale diffuso tra il 1890 e il 1910 circa. Altrove si parla di Jugendstil, Sezessionstil, Modern Style o Modernismo.
Da dove viene il nome Liberty?
Dai magazzini Liberty fondati a Londra nel 1875 da Arthur Lasenby Liberty, famosi per i prodotti provenienti dall'Estremo Oriente. In Italia si usa anche il sinonimo "stile floreale".
Qual è l'evento chiave del Liberty in Italia?
L'Esposizione internazionale di arte decorativa moderna di Torino del 1902, considerata l'apice dell'Art Nouveau italiana. Gli edifici espositivi furono progettati da Raimondo D'Aronco con Annibale Rigotti.
Quali città italiane visitare per vedere il Liberty?
Torino, Milano e Palermo sono le tappe principali, ma meritano una visita anche Salsomaggiore Terme, con le Terme Berzieri, e Roma, con il Quartiere Coppedè.


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