Rilevatore monossido di carbonio: come funziona e dove installarlo
Come funziona il rilevatore di monossido di carbonio, dove installarlo, quale norma deve rispettare e perché non sostituisce la manutenzione di caldaie e stufe.

Indice
- Perché il monossido di carbonio è così pericoloso
- Da dove arriva il CO in casa
- Come funziona un rilevatore monossido di carbonio
- Dove installare il rilevatore monossido di carbonio
- Come scegliere e mantenere il dispositivo
- Il rilevatore non basta: la prevenzione
- Cosa fare se l'allarme suona
- Domande frequenti
Con l'accensione di caldaie, stufe e camini torna anche il rischio legato al monossido di carbonio, un gas che in casa non si vede e non si sente. Un rilevatore monossido di carbonio è un piccolo apparecchio che misura la concentrazione di questo gas nell'aria e fa scattare un allarme sonoro prima che diventi pericolosa. In questa guida vediamo come funziona, dove va installato, quale norma deve rispettare e quali abitudini contano più del dispositivo stesso.
Perché il monossido di carbonio è così pericoloso
Il monossido di carbonio (CO) è un gas incolore, inodore e insapore che si forma dalla combustione incompleta di metano, GPL, gasolio, legna e carbone. Se i fumi non vengono evacuati correttamente, si accumula negli spazi chiusi. Come ricorda l'Istituto Superiore di Sanità, le persone addormentate possono morire prima ancora di accorgersi dei sintomi.
Secondo un documento del Ministero della Salute del 2015, in Italia le statistiche ufficiali riportano tra 500 e 600 morti l'anno per inalazione di CO, circa due terzi dei quali per intossicazione volontaria, e il dato è considerato sottostimato. Lo stesso documento indica che circa l'80% degli avvelenamenti registrati nei Pronto Soccorso avviene in ambito domestico e che il rischio cresce in inverno e negli edifici più vecchi.
Da dove arriva il CO in casa
Le fonti più comuni sono gli apparecchi a combustione che non scaricano bene i fumi. La Regione Toscana cita bracieri, stufe a carbone, gas o legna, caldaie, boiler, cucine e camini.
- caldaie e scaldabagni a gas con canna fumaria ostruita o tiraggio insufficiente;
- stufe e camini a legna o a pellet usati in stanze poco aerate;
- stufette e pannelli radianti a gas, fissi o mobili;
- bracieri e barbecue accesi in ambienti chiusi;
- motori di auto e moto accesi nel garage o in locali comunicanti con la casa.
I sintomi iniziali sono mal di testa, vertigini, nausea, debolezza e confusione, spesso scambiati per influenza o per un'intossicazione alimentare. Un campanello d'allarme tipico è quando più persone della stessa casa stanno male nello stesso momento e migliorano appena escono all'aperto.
Come funziona un rilevatore monossido di carbonio
Il rilevatore contiene un sensore che misura in modo continuo la quantità di CO presente nell'aria, espressa in parti per milione (ppm). Quando la concentrazione supera una certa soglia per un certo tempo, emette un allarme sonoro forte, pensato per svegliare chi dorme.
In Europa la norma di riferimento per l'uso domestico è la EN 50291. Come spiega un approfondimento del Post sugli allarmi per il monossido, la norma stabilisce tempi di intervento precisi: intorno ai 100 ppm l'allarme deve scattare tra 10 e 40 minuti, a 300 ppm entro 3 minuti. Più alta è la concentrazione, più rapida deve essere la risposta.
Esistono modelli a batteria, da collegare alla rete elettrica e modelli connessi, che oltre alla sirena inviano una notifica sullo smartphone. La versione connessa è utile nelle seconde case o quando in casa vivono persone anziane, perché avvisa anche chi è lontano. La funzione smart, però, è un di più: conta prima di tutto la conformità alla norma.
Dove installare il rilevatore monossido di carbonio
Il punto giusto è il locale in cui si trova l'apparecchio a combustione, cioè la stanza della caldaia, della stufa o del camino, a una distanza di circa 1-3 metri dalla fonte. L'allarme deve essere udibile anche nelle altre stanze, in particolare dalle camere da letto. Se in casa ci sono più apparecchi in ambienti diversi, conviene un rilevatore per ciascun locale.
Il CO è leggermente più leggero dell'aria: per questo l'agenzia per la sicurezza dell'Irlanda del Nord sconsiglia l'installazione in basso e raccomanda di seguire sempre le istruzioni del produttore, perché le posizioni corrette variano da casa a casa. Il rilevatore non va mai coperto, chiuso in un mobile o verniciato.
Attenzione a non confondere il rilevatore di CO con il rivelatore di fughe di gas: sono apparecchi diversi, con norme diverse, e vanno posizionati in modo diverso.
| Dispositivo | Cosa rileva | Norma | Dove si installa |
|---|---|---|---|
| Rilevatore di monossido | CO da combustione incompleta | EN 50291 | Nel locale dell'apparecchio, a 1-3 m, non in basso |
| Rivelatore di metano | Fughe di gas naturale | CEI UNI EN 50194-1 | In alto, a circa 30 cm dal soffitto |
| Rivelatore di GPL | Fughe di gas in bombola | CEI UNI EN 50194-1 | In basso, a circa 30 cm dal pavimento |
Fonte: Il Post (2025), HSENI, documentazione tecnica dei rivelatori conformi alla EN 50194-1.
Come scegliere e mantenere il dispositivo
Al momento dell'acquisto la prima cosa da controllare è che sull'apparecchio o sulla confezione sia indicata la conformità alla EN 50291 insieme al marchio CE. Poi conviene valutare alcuni aspetti pratici:
- Alimentazione: alcuni modelli hanno la batteria sostituibile, altri una batteria sigillata che dura quanto il dispositivo;
- Durata: il sensore ha una vita limitata, che varia secondo il produttore; la data di sostituzione è indicata nelle istruzioni;
- Display: utile per vedere la concentrazione misurata e capire se c'è un problema anche sotto la soglia di allarme;
- Collegamento: la notifica sullo smartphone è comoda, ma non sostituisce la sirena.
Il rilevatore va controllato periodicamente con il tasto di prova, verificando batteria, griglia di aerazione e funzionamento dell'allarme. Se non supera il test, va sostituito.
Il rilevatore non basta: la prevenzione
Il Ministero della Salute è chiaro: l'uso dei rilevatori può essere incoraggiato, ma non è un'alternativa alla corretta manutenzione degli impianti. Installazione e manutenzione degli impianti a combustione devono rispettare il D.M. 37/2008 e le norme tecniche UNI e CEI, con il rilascio della dichiarazione di conformità da parte di un tecnico abilitato. Le regole di base sono poche:
- far controllare caldaie, scaldabagni, stufe e camini da un tecnico qualificato;
- far pulire le canne fumarie almeno una volta l'anno;
- non ostruire mai le prese d'aria, nemmeno d'inverno per il freddo;
- non installare stufe o caldaie in bagni e camere da letto;
- non usare bracieri, fornelli o forni a gas per scaldare la casa;
- non lasciare motori accesi nel garage.
Cosa fare se l'allarme suona
Se il rilevatore suona o se in casa compaiono sintomi sospetti, bisogna agire subito: aprire porte e finestre, spegnere gli apparecchi a combustione se è possibile farlo senza rischi, uscire all'aperto e chiamare i soccorsi (112 o 118). Se una persona sta male, va portata fuori dal locale senza mettere in pericolo la propria incolumità. Prima di riaccendere caldaia o stufa, l'impianto va fatto verificare da un tecnico.
Domande frequenti
Il rilevatore di fughe di gas rileva anche il monossido?
No. Il rivelatore di metano o GPL segnala le perdite di gas combustibile e segue la norma EN 50194-1, mentre il CO si misura con un rilevatore specifico conforme alla EN 50291. Se in casa c'è una caldaia a gas, possono servire entrambi.
A che altezza va messo il rilevatore di CO?
Non in basso, perché il CO è leggermente più leggero dell'aria. La posizione precisa dipende dal modello: segui le istruzioni del produttore, a circa 1-3 metri dall'apparecchio a combustione.
Ogni quanto va controllato?
Periodicamente, con il tasto di prova, verificando batteria e allarme. Il sensore ha una durata limitata e va sostituito alla data indicata dal produttore.
Se ho il rilevatore posso rimandare la manutenzione della caldaia?
No. Il Ministero della Salute ricorda che il rilevatore non è un'alternativa alla manutenzione: è una protezione in più, non un sostituto dei controlli.



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