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BCE, tassi fermi al 2,50%: cosa cambia per i mutui

Due case affiancate con facciate azzurra e rosa

La Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi di interesse nella riunione del 29 ottobre 2026. Il tasso sui depositi resta al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%. Per chi ha un mutuo o sta per chiederne uno, è una pausa dopo i rialzi dei mesi scorsi.

Perché la BCE si è fermata

A pesare è soprattutto l'energia. Nel comunicato la BCE spiega che i prezzi dell'energia hanno continuato ad aumentare e che lo shock energetico potrebbe spingere ancora l'inflazione e indebolire la crescita. Nell'area dell'euro l'inflazione annua ha raggiunto il 3,8% a settembre, quasi il doppio dell'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale. Finora però i rincari di petrolio e gas non si sono trasmessi in modo diffuso al resto dei prezzi, e un rialzo dei tassi potrebbe avere poca presa su una causa esterna come il costo dell'energia.

Cosa cambia per i mutui

Per chi ha un mutuo a tasso fisso non cambia nulla: la rata resta la stessa per tutta la durata del finanziamento. Chi ha un mutuo a tasso variabile, invece, paga un tasso legato all'Euribor più lo spread concordato con la banca. La decisione di Francoforte evita per ora nuovi aumenti spinti dalla politica monetaria, ma la rata segue l'andamento dell'Euribor e può comunque variare.

Chi deve scegliere oggi tra fisso e variabile farebbe bene a confrontare con attenzione le offerte e la propria capacità di sostenere eventuali aumenti della rata nel tempo, valutando anche la surroga se il mutuo in corso ha un tasso elevato.

Fonti Banca centrale europea, Il Post, Altroconsumo

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