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Conto Termico 3.0, intesa in Unificata sul correttivo

Casa a un piano con pannello solare termico sul tetto

Passo avanti per il decreto correttivo del Conto Termico 3.0, l'incentivo per gli interventi di piccole dimensioni di efficienza energetica e di produzione di calore da fonti rinnovabili. Il 22 ottobre 2026 la Conferenza Unificata ha dato l'intesa sullo schema di decreto del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica (MASE) che modifica il DM 7 agosto 2025, con osservazioni delle Regioni.

Cosa prevede la bozza

Il tetto di spesa resta di 900 milioni di euro l'anno, ma cambia la gestione delle risorse: secondo lo schema, pubbliche amministrazioni e privati avrebbero ciascuno una riserva minima di 300 milioni annui. Le prenotazioni delle amministrazioni non potrebbero superare il 50% dell'impegno annuo della loro categoria.

Per i Comuni fino a 15.000 abitanti l'incentivo resterebbe al 100% delle spese ammissibili per il primo intervento su edifici comunali, ma scenderebbe all'80% per quelli successivi. Per l'accesso diretto delle amministrazioni, il pagamento in un'unica rata sarebbe ammesso fino a 50.000 euro.

Tra le novità tecniche, l'obbligo di attestato di prestazione energetica e di diagnosi energetica verrebbe esteso anche alla sostituzione dei serramenti e all'installazione di schermature solari.

Perché serve il correttivo

Nel primo mese di apertura le richieste per il Conto Termico 3.0 hanno raggiunto circa 1,3 miliardi di euro, più dei 900 milioni annui disponibili, e il portale del GSE è stato temporaneamente sospeso. Il correttivo punta a ridistribuire le risorse tra le categorie e a chiarire requisiti e controlli.

Quando entra in vigore

L'intesa non rende subito operative le nuove regole. Il MASE deciderà quali osservazioni recepire e il decreto dovrà completare il suo iter: le modifiche varranno solo dopo la pubblicazione del testo definitivo in Gazzetta Ufficiale. Fino ad allora restano valide le regole attuali.

Fonti Edilportale, Quotidiano Energia, BibLus

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